L’emendamento 55.0.99

SIMPAF segnala alcune criticità che l’emendamento 55.0.99 (testo 2) approvato in Commissione Bilancio non solo non risolve ma per alcuni aspetti peggiora la situazione già difficile.

Innanzitutto non risponde all’emergenza primaria dei Centri Medico Legali Inps che è quello di assumere personale dipendente: la pletora dei pensionamenti dei medici dipendenti ha raggiunto livelli preoccupanti, in molti CML non ci sono pià medici dipendenti ma solo medici convenzionati esterni, l’assunzione del 100% dei medici che sono andati in pensione è dovuta, è possibile con le leggi già in vigore ed è a costo zero. Per l’assunzione di medici dipendenti si deve dare la precedenza ai medici che già stanno svolgendo (e da anni) questo lavoro, con professionalità e con i giudizi positivi espressi dai responsabili medici negli anni.

L’emendamento 55.0.99 avalla l’esistenza di due popolazioni di medici Inps “di sede” (i circa 400 medici dipendenti e i 1404 medici specialisti “esterni” che lavorano con una convenzione Inps, di durata triennale, con scadenza luglio 2022) che hanno trattamenti (economici e normativi) diversi pur svolgendo la stessa identica attività, andando contro alle risoluzioni del Parlamento europeo. Bisogna inoltre ricordare che il medico Inps è, per legge, un medico dipendente (legge del 23 dicembre 1978, n. 833, art. 75) e per le caratteristiche peculiari delle attività svolte deve essere un medico subordinato: l’impiego di personale precario nella pubblica amministrazione deve essere di carattere eccezionale e limitato  temporalmente.

L’emendamento 55.0.99 sottolinea che l’impiego dei medici in convenzione deve coinvolgere entrambi i settore dell’attività dei CML: l’attività assistenziale e quella previdenziale.

Si ricorda che, all’interno dell’attività previdenziale, risiede la medicina fiscale che è normata da una serie di leggi, tra le quali l’ultima, in ordine temporale, è la 75/2017 con il relativo atto di indirizzo: sono deputati a questa funzione prioritariamente i medici fiscali appartenenti alla lista speciale ad esaurimento e il budget a disposizione è vincolato a questa attività.

Si ricorda, inoltre, che una recente sentenza del TAR Lazio ha sottolineato la diversità delle due figure: il medico fiscale della lista speciale ad esaurimento è a tempo indeterminato, mentre il medico esterno è una figura parasubordinata a tempo determinato. Le attività che svolgono queste due tipologie di medici è diversa e deve restare diversa e separata: il medico esterno svolge tutte le attività di sede, mentre il medico fiscale deve continuare ad essere una figura terza, autonoma, senza vincoli gerarchici, che non può essere “a disposizione” ma mantenersi equidistante da ente previdenziale e datore di lavoro, pubblico e privato.

In conclusione: l’emendamento, contrariamente alle buone intenzioni dei sottoscrittori, non risolve l’emergenza dei centri medico legali, non stabilizza gli attuali precari medici esterni, alcuni dei quali  stanno lavorando per l’Inps da un decennio, è in conflitto con la normativa vigente (italiana ed europea), crea confusione con gli aspetti normativi del settore della medicina fiscale e rischia in definitiva di peggiorare il buon funzionamento delle attività Inps (previdenziali, assistenziali e fiscali).