Comunicato SIMPAF del 5 agosto 2019

La Medicina Fiscale è una disciplina medica sottovalutata, spesso anche dagli stessi operatori del settore.

Eppure tutela la parte produttiva del sistema Italia, è un servizio in attivo ed è un’attività obbligatoria per legge, finchè in questo Paese i lavoratori veramente malati saranno tutelati con un’indennità di malattia, grazie ad un sistema sanitario e di tutela sociale che, pur con tutti i suoi difetti, molti Paesi ci invidiano.

Eppure la medicina Fiscale dà fastidio a molti: dà fastidio a chi non vuole che i dipendenti pubblici vengano sottoposti a controllo durante il periodo di malattia, a chi vuole ridurre le fasce di reperibilità nel settore pubblico nonostante l’evidenza dimostri che quando le fasce di reperibilità nel settore pubblico sono state ridotte da 7 a 4 ore al giorno, si è avuto un immediato aumento del numero dei certificati di malattia tanto che il legislatore è intervenuto prontamente a ripristinare 7 ore di reperibilità al giorno, dà fastidio a chi ha addirittura proposto di togliere l’indennità di malattia per poter togliere il servizio di controllo medico o di farlo fare a operatori non medici che verificassero solo la presenza o l’assenza del lavoratore al proprio domicilio, dà fastidio a che ha cercato di osteggiare fino all’ultimo la riforma del polo unico, dà fastidio a chi ancora oggi cerca di depotenziarla o di bloccarla del tutto.

A distanza di due anni dall’emanazione dell’atto di indirizzo, non abbiamo ancora visto applicate le direttive in esso contenute, a partire dall’equa distribuzione delle visite.

Non solo: non abbiamo ancora oggi l’elenco dei medici fiscali aggiornato al 31 dicembre 2018 (e non si capisce su quale base si sia potuto fare una conta dei medici fiscali sindacalizzati per l’accordo sulla rappresentatività sindacale senza partire da una qualsivoglia lista di controllo), ma non è completo nemmeno l’elenco dei medici fiscali del 2017.

Fà specie che, ancora oggi, non si conosca il numero esatto e l’elenco completo e aggiornato dei medici fiscali che pure fanno parte di una lista speciale ad esaurimento.

Dall’ elenco dei consulenti INPS del 2017, reso pubblico come previsto dagli artt. 15 del d. lgs. n. 33/2013 e 53, comma 14, del d. lgs. n. 165/2001, anche se incompleto, e visibile all’indirizzo

https://www.inps.it/NuovoportaleINPS/default.aspx?sPathID=%3b0%3b42554%3b&lastMenu=42554&iMenu=101&p4=2

si evince una notevole disparità di trattamento economico dei medici fiscali: è una gaussiana in cui agli estremi troviamo compensi di 5000 euro in un semestre e al centro picchi di 97000 euro annui.

Una distribuzione più equa delle visite è un obiettivo fattibile che si sarebbe già dovuto raggiungere da tempo e che avrebbe garantito una maggiore efficienza del sistema di controllo: la riforma del polo unico risulta ancora monca visto che non si fanno tutte le visite che si dovrebbero fare nel settore pubblico, a concorrenza delle risorse stanziate.