Comunicato SIMPAF del 17 luglio 2019

Ormai prossimi alla stipula della nuova convenzione per i medici fiscali, SIMPAF chiede la formula “a doppio binario”, per permettere che i medici fiscali possano scegliere se aderire alla nuova convenzione o restare legati all’attuale disciplina.

Ricordiamo che l’attuale disciplina è normata da una serie di leggi, da quella istitutiva del 1983 all’ultima del dicembre 2013 che rende idonei al servizio di Medicina Fiscali i medici fiscali della lista che diventa “speciale ad esaurimento”. In particolare, ricordiamo che anche nell’ultimo DM del 2008 si prevede un compenso a prestazione e che, all’art. 2 punto 1, viene ribadito il numero di riferimento degli incarichi che  “e’ di sei visite di controllo al giorno da eseguire nelle fasce di reperibilita’.”

Bisogna permettere ai medici fiscali di scegliere tra la nuova convenzione e l’attuale disciplina, in cui si garantisca quel carico minimo di visite che, seppur previsto dai DM, non è mai stato osservato.

Per quanto riguarda le incompatibilità, SIMPAF richiama al rispetto delle leggi vigenti e, in particolare, al D lgs 75/2017 che inserisce l’incompatibilità tra medico fiscale e medico certificatore di malattia, facendo diventare incompatibili territorialmente  i medici fiscali che esercitano altre attività sia in regime di libera professione che in convenzione con il SSN o che siano parenti di I grado con medici certificatori dello stesso ambito territoriale.

Per quanto riguarda il polo unico, SIMPAF rileva l’effettuazione, finora, di un numero di visite fiscali nel settore pubblico non congruo alle risorse stanziate dalla riforma stessa.