Sei anni fa…

Come ognuno di noi ricorda cosa stava facendo nel momento in cui ha saputo dell’attentato alle Torri Gemelle, così ogni medico fiscale ricorda cosa stava facendo nel momento in cui ha ricevuto la notizia della “sospensione temporanea” delle visite fiscali, decisione presa unilateralmente dall’Ente in virtù della spending review, senza alcun preavviso e divulgata proprio sei anni fa…. Era un lunedì, come oggi.

Da quel 29 aprile, i medici fiscali hanno fatto tanta strada per non dover più rivivere una situazione allucinante come quella e oggi possono dirsi “stabilizzati” grazie a leggi come quella che ha istituito le liste speciali ad esaurimento, o quella che ha attribuito ai medici fiscali di lista la priorità a svolgere le visite fiscali domiciliari o l’art. 18 della Legge Madia e il suo atto di indirizzo, che stabilisce il tempo indeterminato per i medici fiscali di lista.

Ora siamo arrivati al tassello finale: l’applicazione dell’atto di indirizzo in carico al tavolo tecnico aperto tra le parti (l’Ente e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative della categoria) che è ripartito recentemente dopo la pausa resasi necessaria per avere i chiarimenti chiesti all’autorità giudiziaria.

Per la prima volta in 30 anni di storia di Medicina Fiscale, i medici fiscali sono artefici del proprio destino e decideranno tutti i termini del nuovo contratto, dalle eventuali nuove tutele al corretto status giuridico al compenso che comunque non potrà essere inferiore a quello pre spending review del 2012.