Comunicato SIMPAF del 31 marzo 2019

Leggendo con preoccupazione il comunicato stampa INPS dello scorso 28 marzo e in attesa di avere maggiori notizie, sorgono spontanee queste 4 domande da rivolgere al neopresidente INPS prof. Pasquale Tridico.

Per quanto attiene alle carenze di organico dei Centri Medico Legali ed alle possibili soluzioni a questa criticità, il prossimo concorso pubblico, annunciato nel comunicato e resosi necessario per la carenza di personale medico dipendente, risponde ai dettami dell’art. 5 del D. lgs. 75/2017?

Visto che per i centri medico legali serve urgentemente personale per garantire l’assolvimento delle funzioni di medicina assistenziale e previdenziale, come si evince dal comunicato stampa INPS, perchè ci si ostina a non applicare l’art. 20 del D. lgs 75/2017, utilizzando, in via prioritaria, il personale medico (i cosiddetti “medici convenzionati esterni”) impiegato ormai da anni con contratti a tempo determinato, formato dall’Ente con impiego di risorse e di provata validità professionale e competenza?

Per quanto attiene alla funzione di medicina fiscale la situazione è molto diversa. I medici fiscali, infatti:

  • hanno la priorità a svolgere le visite fiscali domiciliari (legge 147 del 27 dicembre 2013, comma 340),
  • fanno parte di una lista speciale ad esaurimento (legge n. 125 del 30 ottobre 2013, comma 10 bis) e godono già, pertanto, di un contratto a tempo indeterminato,
  • sono incompatibili con le funzioni di medicina assistenziale e previdenziale, come improvvisamente deciso dal bando del novembre 2017 per i medici convenzionati esterni. Il medico fiscale, risultato vincitore del concorso per l’attività di medicina assistenziale e previdenziale all’interno dei CML Inps, al momento del conferimento dell’incarico da medico convenzionato esterno ha dovuto rinunciare all’attività da medico fiscale, pur restando iscritto nella lista speciale ad esaurimento per tutta la durata dell’incarico stesso.
  • sono dei lavoratori autonomi in virtù di una storia legislativa quasi cinquantennale dal 1970 (statuto dei lavoratori) al 2017 (legge Madia), ai sensi dell’art. 18 del D. lgs 75/2017 devono svolgere tutta la medicina fiscale (non solo quella domiciliare ma anche quella ambulatoriale) per la quale sono state stanziate risorse vincolate e non shiftabili: tutti questi dettami di legge non venivano osservati dagli emendamenti killer presentati negli scorsi mesi in sede di dibattito parlamentare che sono, quindi, stati opportunamente stralciati dalla scorsa legge di bilancio e dalla legge sul reddito di cittadinanza e pensioni.

Per i medici fiscali, siamo “solo” in attesa che venga applicato in tutte le sue parti l’atto di indirizzo della legge Madia con il rinnovo contrattuale per il quale è aperto il relativo tavolo tecnico di contrattazione. La medicina fiscale italiana, fiore all’occhiello a livello europeo, disciplina medica indispensabile visto che in Italia esiste l’indennità di malattia, necessita di un gruppo di circa 1000 medici dedicato, distribuito su tutto il territorio nazionale, perchè si possa effettuare con efficacia un’azione di deterrenza e di lotta all’assenteismo per malattia nei settori pubblico e privato, a tutela del lavoratore veramente malato e dell’erario pubblico. I medici fiscali, anche se hanno dimostrato negli anni di essere valenti medici servitori dello Stato, hanno subito una serie di inspiegabili e indiscutibili attacchi a partire dal 2013 con la sospensione/riduzione del carico di lavoro nel 2013 per proseguire nel 2015 con l’inserimento di nuove incompatibilità nel 2015 e a fine 2018 e inizio 2019 con i recenti emendamenti killer che avrebbero, di fatto, cancellato medici fiscali e medicina fiscale in un sol colpo.  I medici fiscali hanno avuto un unico momento di tregua, in questi ultimi sei anni, con la riforma del polo unico della legge Madia del 2017 e sono stati così giustamente valorizzati dal Ministero della Funzione Pubblica.

Visto, quindi, che i medici fiscali INPS lavorano bene e che hanno fatto ottenere alla medicina fiscale risultati brillanti, vogliamo finalmente lasciarli lavorare in pace negli ultimi anni della loro carriera professionale?

E, infine, tornando ai Centri Medico Legali, perchè non procedere fin da subito all’assunzione dei necessari medici dipendenti stabilizzando gli attuali medici esterni in possesso dei requisiti di legge, impiegando risorse di bilancio diverse da quelle vincolate alla medicina fiscale ma altrettanto presenti e prontamente disponibili?