Comunicato SIMPAF del 18 febbraio 2019

In relazione all’emendamento 13.0.3 a prima firma Romeo del decreto legge reddito di cittadinanza e pensioni, si fanno presenti alcune criticità:

  • il basso numero di medici da assumere (190) in relazione al fabbisogno dei centri medico legali Inps
  • la bassa percentuale (50%) dei posti riservata agli attuali 900 medici convenzionati esterni non rispetta e non onora i tanti anni di servizio resi da questi medici all’ente con professionalità e dedizione
  • prevedendo una diversa formula contrattuale per l’ulteriore fabbisogno di medici non si fa altro che continuare a generare due diversi trattamenti per chi svolge la stessa attività lavorativa ordinaria, istituzionale e continuata nel tempo, perseverando nello stesso errore in essere dal 2009 ad oggi
  • senza entrare nel merito di quanto questa attività abbia o meno le caratteristiche del “lavoro autonomo” (sono in corso a tal proposito numerosi contenziosi), si chiede agli attuali 900 medici “convenzionati esterni” di prorogare l’attuale contratto fino al termine del procedimento concorsuale, pur sapendo che solo uno su dieci verrà regolarizzato: tutto questo mette in evidenza quanto poco vengano considerati
  • resta, infine, da verificare la questione degli incentivi sull’attività svolta dai medici convenzionati esterni e finora mai a loro versati.

Si fa presente che l’attuale contratto dei medici convenzionati esterni è stato prorogato al prossimo 31 maggio e che la situazione dei CML Inps necessita di risposte urgenti e a validità immediata, nel rispetto del lavoro e della professionalità dei 900 medici convenzionati esterni che stanno svolgendo, e da anni, la stessa attività dei 460 medici dipendenti Inps ma con un contratto “libero professionale” fortemente atipico.

 

In merito, inoltre, all’emendamento 14.0.10 a firma Serafini, SIMPAF chiede come si possa coniugare, da una parte, la ratio della legge in discussione in Parlamento che con la quota 100 vuole agevolare il turnover e creare nuovi posti di lavoro e, dall’altra, chiedere il prolungamento dell’età pensionabile per “Dirigenti medici e Dirigenti del ruolo Sanitario del Servizio Sanitario Nazionale, responsabili di struttura complessa”.