Emendamento M5S: un attacco frontale ai medici Inps, ai centri medico legali Inps, a tutto il sistema assistenziale e previdenziale Italia

L’emendamento M5S 1.1481 presentato ieri, 16 dicembre 2018, al Senato in Commissione Bilancio da Catalfo, Nocerino, Botto, Campagna, Auddino, Romagnoli, Guidolin, Gallicchio, prima dichiarato inammissibile e poi ripresentato con una riformulazione oggi in discussione in Commissione,  è in realtà  una vera e propria dichiarazione di guerra per i 2150 medici non dipendenti Inps e un attentato alle  funzioni di medicina fiscale, previdenziale e assistenziale Inps.

E’ un attacco frontale per i 1250 medici fiscali che verrebbero spazzati letteralmente via, in maniera ancora più definitiva di quanto sia successo nel 2013 con la “spending review montiana”, e per la medicina fiscale che verrebbe annullata con danno incalcolabile per tutti i lavoratori veramente malati e per l’erario pubblico: i medici fiscali, che sono liberi professionisti per legge e non possono e non devono essere dei dipendenti a tutela proprio dei lavoratori e dei datori di lavoro,  sono facilmente stabilizzabili perchè hanno, con copertura finanziaria già vigente, “solo” bisogno di un contratto autonomo, a tempo indeterminato e pieno, già presente nel SSN come quello della specialistica ambulatoriale. Qui non si deve inventare niente: la medicina fiscale in Italia funziona bene e bisogna applicare solo ciò che esiste già.

E’ un attacco frontale anche per i 900 medici esterni che ogni giorno, lavorando a fianco dei 460 medici dipendenti, permettono ai centri medico legali Inps di funzionare e di svolgere tutti i delicati compiti istituzionali della medicina assistenziale e previdenziale: nel loro caso serve una norma che riconosca loro, dopo essere stati arruolati con concorso pubblico per titoli, i tanti anni di lavoro svolti per l’Inps, un lavoro che ha, a tutti gli effetti, le caratteristiche della subordinazione.

L’emendamento a prima firma Nunzia Catalfo è un attentato alle funzioni di medicina fiscale, previdenziale  e assistenziale perchè non è pensabile che con 708 medici si riuscirebbe a fare il lavoro per cui adesso sono impiegati 2600 medici, con i quali già adesso siamo in carenza in molte zone.

Pretendere, infine, di inserire un emendamento come questo sotto la voce stabilizzazione è francamente ridicolo quando in realtà si prevedono 354 posti riservati per i 2150 medici che stanno lavorando per l’ente da decenni. A meno che che non si sostenga che lasciando a casa oltre 1800 professionisti si sta contribuendo a risolvere alla radice il problema del precariato di Stato.

Non basta che l’emendamento 1.184 sia dichiarato inammissibile, cosa che tutti i medici Inps chiedono a gran voce: serve la garanzia che il governo Conte, nè ora nè mai, metta in atto procedimenti con queste caratteristiche, che danneggerebbero non solo i medici non dipendenti Inps ma tutti gli Italiani che ogni giorno traggono sostegno e benefici dal nostro grande e unico sistema previdenziale italiano.

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