comunicato SIMPAF del 13 dicembre 2018: i medici non dipendenti INPS e il futuro dei CML

La determinazione presidenziale n. 153 del 30 novembre 2018 recita, nelle conclusioni: ” L’Istituto, inoltre, al fine di adempiere ai compiti attribuiti relativi all’accertamento dello stato di malattia dei lavoratori pubblici e privati, dei requisiti medico-legali di concessione dell’invalidità e inabilità previdenziale, dei compiti in materia di accertamento dell’invalidità civile, cecità civile, sordità, handicap, disabilità, in deroga ai limiti assunzionali previsti dalla vigente normativa, ha formulato proposta di modifica normativa per essere autorizzato ad incrementare la dotazione organica e il piano triennale del fabbisogno del personale dell’area medica di 708 unità, da reclutare mediante procedure di stabilizzazione di cui all’art. 20, comma 2, D. Lgs. 75/2017.” Alcune criticità: i Centri Medico Legali Inps verserebbero ancora nell’incertezza e nel precariato fino all’espletamento delle procedure concorsuali e al conferimento dei nuovi incarichi di certo non di rapida conclusione; non si tengono in debito conto gli anni di servizio e la professionalità degli attuali medici esterni che, dopo aver vinto anche più di una procedura concorsuale nazionale ai sensi del D. lgs 165/2001, stanno espletando da anni la loro attività al pari dei medici dipendenti; con l’inserimento dei compiti relativi all’accertamento dello stato di malattia dei lavoratori pubblici e privati che sono già normati da una serie di leggi, una richiesta così articolata entrerebbe in conflitto con la normativa vigente, generando una ondata infinita di contenziosi.

I medici coinvolti, invece, propongono una dicitura di questo tipo: “Al fine di adempiere ai compiti attribuiti relativi all’accertamento dei requisiti medico-legali di concessione dell’invalidità e inabilità previdenziale e dei compiti in materia di accertamento dell’invalidità civile, cecità civile, sordità, handicap, disabilità, in deroga ai limiti assunzionali previsti dalla vigente normativa, si concede all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale di incrementare la dotazione organica e il piano triennale del fabbisogno del personale dell’area medica di 708 unità, da reclutare a partire dal primo gennaio 2019 mediante procedure di stabilizzazione prioritariamente a quei medici che, già in servizio presso l’Istituto stesso al 31 dicembre 2018, siano in possesso dei requisiti di cui all’art. 20, comma 1, D. Lgs. 75/2017.” Rispetto alla richiesta Inps, a parità di risorse impiegate e, quindi, senza aggravio di spesa, chiedendo l’attuazione del comma 1 (e non del comma 2) dell’art. 20 del D. Lgs 75/2017, si risolverebbe fin da subito la situazione di emergenza dei CML Inps, in gran parte con il personale medico già in servizio da anni presso l’Istituto, con la professionalità e le competenze evidenziate quotidianamente sul campo nell’attività svolta a fianco dei medici dipendenti e validata ripetutamente dai loro superiori in via gerarchica. Infine, non si andrebbe a interferire con la medicina fiscale e l’attività dei medici fiscali di lista, che, per legge, sono liberi professionisti e hanno la priorità a svolgere le visite fiscali nel settore pubblico e privato come da art. 18 del D. Lgs. 75/2017.

SIMPAF richiama l’attenzione su due aspetti fondamentali: il rispetto della normativa vigente da una parte e, dall’altra, il riconoscimento della priorità ai medici che già stanno lavorando e da anni con un’attività, di fatto, subordinata e che sono già stati selezionati con procedura concorsuale nazionale.