Lettera aperta al presidente FNOMCeO Filippo Anelli

Caro Presidente,

vorremmo aggiornarLa sugli ultimi sviluppi che riguardano la difficile situazione dei Centri Medico Legali Inps e dei relativi 900 medici esterni, arruolati per assicurare l’espletamento degli adempimenti istituzionali medico legali delle UOC/UOS centrali e territoriali.

I medici “convenzionati esterni” sono inseriti stabilmente nell’organizzazione dell’attività lavorativa con evidenza di rapporto di subordinazione gerarchica; svolgono un’attività, istituzionale ordinaria, coordinata e continuativa, anche se l’ente non versa loro i contributi previdenziali; hanno un assetto organizzativo predisposto dal datore di lavoro senza una qualsivoglia struttura autonoma della propria attività.

Il loro contratto, di durata annuale, scadrà il prossimo 31 dicembre e non è più rinnovabile ai sensi del D. Lgs del 25 maggio 2017, n. 75, come modificato dall’art. 22 comma 8 della legge del 27 dicembre 2017, n. 205: a tutt’oggi, i medici esterni non hanno ricevuto alcuna comunicazione da parte dell’Ente riguardo al proprio futuro professionale, pur dopo tanti anni di lavoro (tanti di loro stanno rendendo questo servizio dal 2009).

Il loro contratto è libero professionale anche se, de facto, in base alla moderna giurisprudenza, ha tutte le caratteristiche del lavoro subordinato: e come si può pretendere che l’Inps sostituisca i medici interni dipendenti che vanno in pensione con dei convenzionati esterni quando è proibito, per Legge (vedi circolari interpretative del D. Lgs 165/2001 e rilievi della Corte dei Conti), l’utilizzo di personale esterno per le attività istituzionali?

In merito alla corretta interpretazione dello status giuridico  dei medici esterni, siamo in attesa di leggere a breve le sentenze del Tribunale del Lavoro di Messina e della Corte Costituzionale, in base alla questione sollevata con ordinanza del Tribunale di Foggia del 26 ottobre 2018 discussa all’udienza pubblica del 23 ottobre 2018, e le disposizioni dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.

Con la determinazione presidenziale Inps del 30 novembre 2018, che è stata trasmessa alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento di Funzione Pubblica, si è programmato il piano dei fabbisogni di personale alla luce della legge Madia : le amministrazioni pubbliche, infatti, devono fare periodicamente una ricognizione sull’effettivo fabbisogno di personale e possono ricorrere a personale esterno solo per eccezionali e temporanee necessità.

Nei giorni scorsi, nell’iter parlamentare della Legge di Bilancio e nel Decreto Concretezza, sono stati presentati, e dichiarati inammissibili, tre emendamenti: l’emendamento 35.3 a firma Vanessa Cattoi, Cestari, Bellachioma, Frassini, Pretto, Ribolla, Tommasi e i due 4.02.2 a firma Rizzotti, Stabile, Floris, Toffanin, Gallone, De Poli: tutti e tre non tutelavano i medici esterni e non davano soluzioni rapide per la situazione di estrema urgenza in cui versano i CML INPS e tutti i cittadini italiani che, a tutt’oggi, non sanno quali medici svolgeranno a partire dal 2 gennaio p.v. le complesse e istituzionali funzioni della Medicina Assistenziale e Previdenziale.

Il punto 3 dell’emendamento 4.0.2 “bis” dichiarato inammissibile dalla V commissione parlamentare è stato, poi, ripreso e dettagliato nel messaggio Hermes Inps n. 4582 dello scorso 6 dicembre, firmato dal Direttore Generale Inps Gabriella Di Michele, dal titolo “Acquisizione risorse mediche in caso di esaurimento delle graduatorie regionali. Indicazioni operative”.

Le indicazioni operative emesse dall’INPS con questo comunicato dovrebbero essere adottate per far fronte all’esigenza di personale medico nelle sedi INPS carenti e recitano: “…Il Direttore di coordinamento metropolitano/provinciale che intenda integrare il fabbisogno dei medici e sia nell’impossibilità di scorrere la graduatoria regionale presente (che pure nel testo stesso veniva definita in scadenza in data 31 dicembre 2018) provvederà a segnalare all’Ordine provinciale dei Medici Chirurghi il fabbisogno dei medici da ricoprire, specificando le specializzazioni necessarie. Acquisite le candidature da parte dell’Ordine provinciale, si procederà alla costituzione di una commissione valutatrice composta dal Direttore regionale/di coordinamento metropolitano, dal Direttore provinciale e dal Coordinatore regionale medico legale. Terminata la selezione da parte della commissione valutatrice, si procederà alla contrattualizzazione dei medici utilmente collocati in graduatoria secondo il fabbisogno precedentemente individuato. Per tutti gli aspetti di natura contrattuale (obblighi, condizioni, incompatibilità, impegno, emolumenti e retribuzione) si rinvia al bando citato (determina presidenziale 147/2015)” . Si chiede, quindi, di continuare ad applicare, andando contro gli attuali aspetti normativi (art. 97 Cost, D.P.R 9 maggio 1994, n. 487, art. 7 comma 6 del D. Lgs. 165/2001, dell’art. 4 del D. Lgs del 25 maggio 2017, n. 75, dell’art. 5, comma 1, del D. Lgs del 25 maggio 2017, n. 75, dell’art. 20, coma 8 del D. Lgs del 25 maggio 2017, n. 75) e giurisprudenziali (art. 2094 c.c., numerose sentenze della Suprema Corte di cassazione dalla n. 379 del 30 giugno 1999 alla n. 25711 del 15 ottobre) le stesse caratteristiche contrattuali “anomale” di questo bando coinvolgendo oltretutto nell’attuazione dello stesso un Ente di Diritto Pubblico ausiliario dello Stato come l’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi?

Nella comunicazione INPS in questione, si fa presente che i 900 medici specialisti attualmente in carica fanno parte di una lista generata dalle graduatorie derivanti dalla selezione pubblica come da determinazione presidenziale del 12 novembre 2015 e questa lista è così composta:

 


Le chiediamo, Presidente,

come la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri intenda rispondere alle anomale modalità di chiamata di cui al messaggio Hermes INPS n. 4582 di selezione pubblica di medici per zone carenti INPS, che coinvolge direttamente gli Ordini dei Medici e Chirurghi di tutta Italia, nell’applicazione di un contratto che non è rinnovabile per gli attuali 900 medici esterni ma verrebbe applicato ad un nuovo contingente di medici, oltretutto con l’avallo ed il sostegno operativo della stessa FNOMCeO.

 

Le chiediamo, Presidente,

che la FNOMCeO risponda rigettando la richiesta INPS e stilando, di contro, una lista nazionale FNOMCeO dei 900 medici specialisti “esterni” in servizio al 31 dicembre 2018 che l’Inps ha arruolato tramite selezione pubblica con determina presidenziale 147/2015 e che ha legato a sé con almeno tre anni continuativi di attività. Questi medici hanno bisogno della propria Federazione affinchè chieda al governo Conte la norma necessaria per inserirli in una lista speciale ad esaurimento. Ciò oltretutto è possibile restando all’interno dell’attuale quadro normativo e senza alcuna spesa. I precedenti Governi si erano posti come obiettivi la regolarizzazione di posizioni “anomale” promuovendo le leggi necessarie come la legge “salvalista” del 30 ottobre 2013, n. 125 e la legge “priorità” del 27 dicembre 2013, n. 147, comma 340 per i medici fiscali con il governo Letta, l’art. 18 del D. Lgs. 75/2017 (capo VIII, polo unico per le visite fiscali) e l’Atto di Indirizzo con il governo Gentiloni, la sanatoria per i supplenti della scuola con la Buona Scuola del governo Renzi.

 

Le chiediamo, infine, Presidente,

di far levare alta la voce della FNOMCeO in questo rovente dicembre 2018 per chiedere una norma che, in assenza di aggravio di spesa potendo attingere a fondi Inps disponibili all’uopo e ben descritti nell’emendamento 4.0.2, possa sanare, in base all’art. 20, comma 1 (non comma 2) del D. Lgs 75/2017 e con l’incremento di 708 unità con copertura finanziaria come da determinazione presidenziale Inps 153/2018, la situazione di quei medici esterni INPS che, in servizio al 31 dicembre 2018, abbiano svolto almeno tre anni di servizio negli ultimi otto nella pubblica amministrazione in ruoli affini a quello ha determinato l’inquadramento (direttiva 3/2018 del Ministero della Funzione Pubblica), in analogia con quanto è stato fatto per i supplenti della scuola con la Buona Scuola, a tutela non solo della professionalità di medici specialisti che da anni lavorano presso l’INPS ma anche dei milioni di cittadini italiani che ogni giorno varcano la soglia del nostro Istituto Previdenziale.