Comunicato SIMPAF del 26 novembre 2018: la medicina fiscale

L’emendamento 35.3  a prima firma Vanessa Cattoi dichiarato inammissibile dalla Camera il 20 novembre, di fatto avrebbe cancellato la lista speciale ad esaurimento dei medici fiscali e la priorità a svolgere le visite fiscali da parte degli attuali 1200 medici (900 se consideriamo in FTE): avrebbe, di fatto, cancellato la stessa idea di avere un gruppo di medici dedicato alla funzione di medicina fiscale, conferendo questo compito ad un gruppo con mansioni più eterogenee come la medicina fiscale e previdenziale.

Il medico fiscale non può e non deve essere un dipendente, come ha ben chiarito anche la giurisprudenza (vedi, per esempio, la sentenza di Nola n. 3137 del 7/7/2011), e come tutta la legislatura ha sempre confermato, dallo statuto dei lavoratori del 1970 fino alla riforma Madia con all’atto di indirizzo del polo unico della medicina fiscale del 2 agosto 2017. Il medico fiscale lavora in regime di terzietà in libera professione, a tutela dei lavoratori assenti per malattia, del datore di lavoro e dell’ente previdenziale erogatore dell’indennità di malattia (Inps per il settore privato e amministrazioni pubbliche per il settore pubblico).

I medici fiscali hanno già in essere un assetto contrattuale ratificato dal DM dell’8 maggio 2008 che cambierà solo se e quando si raggiungerà un accordo collettivo nazionale che possa apportare maggiori tutele ai medici fiscali stessi, garantendo un compenso non inferiore a quello pre-spending review del 2012.

I medici fiscali appartenenti alla lista speciale ad esaurimento in base alla legge n. 125 del 30 ottobre 2013 hanno la priorità a svolgere le visite fiscali secondo la legge n. 147 del 27 dicembre 2013, comma 340 e, quindi, non hanno bisogno di un concorso per svolgere il loro lavoro che svolgono ormai da 30 anni ma godono, per diritto, di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per svolgere le visite fiscali (In calce ricordiamo i testi delle due leggi citate).

Le risorse dedicate alla medicina fiscale, individuate per il settore privato dall’Inps e per il settore pubblico dal D. Lgs. n. 75 del 25 maggio 2017  e che ammontano, a partire dal 2019, per il settore privato a 38 mln di euro e per il settore pubblico a 50 mln di euro, sono riservate alla funzione di medicina fiscale e non devono e non possono essere utilizzate per altre mansioni all’interno dell’Inps come ratificato dal D.Lgs n. 75 del 25 maggio 2017.

SIMPAF chiede al parlamento la massima attenzione perchè emendamenti contra legem di questo tipo continuino ad essere dichiarati inammissibili o perché provvedimenti di pari significato non vengano approvati.

SIMPAF chiede al governo di vigilare affinchè venga effettuato il numero congruo di visite in relazione le risorse già stanziate per il settore pubblico e quello privato e in base ai costi gestionali individuati nella relazione della Corte dei Conti del 25 gennaio 2018, per permettere alla medicina fiscale di poter continuare a svolgere un’azione efficace ed efficiente nella lotta contro l’assenteismo per malattia nel settore pubblico e privato.

 

Legge n. 125 del 30 ottobre 2013

dopo il comma 10 sono inseriti i seguenti:

«10-bis.  In   considerazione   dei   vincoli   di   bilancio   e assunzionali,  nonche’  dell’autonomia  organizzativa  dell’INPS,  le liste speciali, gia’ costituite ai sensi dell’articolo 5,  comma  12, del  decreto-legge  12  settembre  1983,  n.  463,  convertito,   con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638, sono trasformate in liste speciali ad esaurimento, nelle quali  vengono  confermati  i medici inseriti nelle suddette liste alla data di entrata  in  vigore della legge di conversione del presente  decreto  e  che  risultavano gia’ iscritti nelle liste alla data del 31 dicembre 2007.

Legge n. 147 del 27 dicembre 2013, comma 340

340. Al comma 10-bis dell’articolo 4 del  decreto-legge  31  agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge  30  ottobre2013, n. 125, e’ aggiunto, in fine, il  seguente  periodo:  «Ai  fini della razionalizzazione del  servizio,  l’INPS,  per  l’effettuazione delle visite mediche di controllo domiciliari ai  lavoratori assenti dal servizio per malattia, si avvale, in via prioritaria, dei  medici inseriti nelle liste speciali di cui al periodo precedente».

  341. Dall’attuazione delle disposizioni di cui  al  comma  340  non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.