Comunicato SIMPAF del 9 ottobre 2018

“Sono abrogati il comma 12 dell’articolo 5 del decreto legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, in legge 11 novembre 1983, n. 638 e il comma 10 bis dell’articolo 4, comma 10 bis del decreto legge 31 agosto 2013, n. 101”. Questa sarebbe una proposta di emendamento che sta circolando in queste ore sui social, il cui risultato finale sarebbe cancellare le leggi che sanciscono l’inserimento dei medici fiscali INPS in una lista ad esaurimento. “Ad esaurimento” significa che questi medici hanno la priorità a svolgere il servizio di medicina fiscale fino alla fine della loro vita professionale.

Si vorrebbe cancellare così, con un tecnicismo, tutta la legislazione a tutela dei medici fiscali iniziata 35 anni fa e questo per “agevolare” la stabilizzazione dei medici convenzionati esterni.

Questo significa che per stabilizzare dei medici si eliminano altri medici. Una vera e propria assurdità: i medici convenzionati esterni non vogliono che la propria stabilizzazione venga costruita a spese di colleghi.

Non solo è un’apodosi insensata: è anche il fallimento del progetto riforma della medicina fiscale. Sappiamo, infatti, che occorrono 1400 medici in sede per svolgere l’attività istituzionale di medicina assistenziale e previdenziale e almeno altri 1000 medici per la medicina fiscale. Come si può pensare di fare tutto con 1500 medici quando ne servono almeno 2400? Con 1500 medici non si potrebbe fare tutto e si dovrebbe dare la precedenza ad alcune attività (medicina assistenziale e previdenziale)  e “sacrificarne” altre (la medicina fiscale). La riduzione inevitabile della medicina fiscale si ripercuoterebbe, in particolare, sul controllo all’assenteismo per malattia non nel settore privato, ma in quello pubblico.

Per non parlare, poi, dell’atto profondamente scorretto di eliminare un corpus, non più giovanissimo, di medici che da 30 anni sta svolgendo con professionalità l’attività del medico fiscale; non è lecito pensare di generare un’altra popolazione di esodati.

SIMPAF si oppone con forza all’emendamento killer che vuole cancellare la lista speciale ad esaurimento dei medici fiscali: la strada dell’assunzione dei medici Inps di sede si deve svolgere sul binario di concorsi e, eventualmente, di sanatorie con risorse che nulla hanno a che vedere con la medicina fiscale, risorse vincolate alla medicina fiscale stessa.

SIMPAF chiede che le risorse destinate alla medicina fiscale vengano tutte spese per la medicina fiscale e che i medici fiscali abbiano, finalmente, il contratto della specialistica ambulatoriale, per completare l’applicativo dell’atto di indirizzo.