la proposta SIMPAF del 29 novembre 2017

Pubblichiamo la proposta SIMPAF del 29 novembre 2017 inerente alla nuova convenzione dei medici fiscali all’interno del polo unico, come da richiesta dell’INPS che, sulla base della nota ministeriale dello scorso 15 novembre, ha convocato domani le OOSS per un nuovo incontro.

In risposta al comunicato INPS pervenutoci lo scorso 22 novembre, SIMPAF propone una road map da seguire nella stesura della nuova convenzione dei medici fiscali sulla base di un rapporto di lavoro autonomo coordinato e continuativo, sottolineando e commentando alcuni passaggi fondamentali del decreto legislativo 25 maggio 2017 n. 75 e del successivo atto di indirizzo del polo unico della Medicina Fiscale pubblicato in GU il 1 settembre 2017, norme che rispondono alla ratio della riforma in tema di qualità dei controlli, certezza dell’esecuzione degli incarichi affidati, razionalizzazione delle risorse, con la possibilità, anche mediante una rimodulazione ed ottimizzazione del compenso per i medici, di un consistente risparmio e univocità del costo della singola visita, senza che ciò significhi una riduzione dei compensi rispetto a quanto previsto dalla attuale normativa (in particolare, senza una riduzione, nel complesso, dei compensi pre-spending review del 2013).

 

 

La nuova convenzione dovrà essere in forma di accordo collettivo su base nazionale (ACN) tra l’INPS e le organizzazioni sindacali di categoria comparativamente più rappresentative sul piano nazionale (introduzione dell’atto di indirizzo), secondo criteri di rappresentatività che sono stati dettagliati nella nota emessa dal Ministero del Lavoro lo scorso 15 novembre.

 

L’ACN deve prevedere, in accordo alla legge delega e all’Atto di Indirizzo (paragrafo 2.1 a), l’accesso diretto, senza partecipazioni a graduatorie, dei medici della lista (provinciale) ad esaurimento di cui all’art. 4 comma 10 bis del D.L. 31 agosto 2013 n. 101 convertito con modificazioni dalla legge 30 ottobre 2013 n. 125, e l’accesso tramite graduatoria alle categorie di medici citate nel paragrafo 2.1 b dell’Atto di Indirizzo, attribuendo un congruo e fisso punteggio alle categorie individuate dalla norma, stante l’esigenza di prevedere procedure selettive pubbliche e trasparenti per garantire l’ottimale copertura territoriale.

 

L’ACN dovrà basarsi su un rapporto convenzionale su base oraria (paragrafo 2.2 a dell’atto di indirizzo), a tempo pieno per ottimizzare e ridurre i costi della singola visita, nell’ambito dell’organizzazione INPS: la struttura del compenso dovrà prevedere un’indennità oraria base di disponibilità e maggiorazioni proporzionate al numero di visite di controllo ambulatoriali (la legge delega inserisce in questa convenzione l’attività di sede della Medicina Fiscale) e domiciliari ed eventualmente legate a specifici obiettivi che dovessero essere individuati in sede di convenzione. Questo era stato già suggerito anche dalle conclusioni dell’indagine conoscitiva della XII Commissione Affari Sociali del maggio 2015 “Sull’organizzazione dell’attività dei medici che svolgono gli accertamenti sanitari per verificare lo stato di salute del dipendente assente per malattia” in questo passaggio: “… Appare infine utile il percorso di fidelizzazione del personale sanitario anche attraverso il ricorso alla professionalità del medesimo, verificando ad esempio la possibilità che siano chiamati a partecipare alle commissioni per certificazioni di invalidità….”.

 

L’ACN dovrà disciplinare il monte ore di impegno settimanale di 38 ore settimanali (come da art. 11 della bozza INPS dello scorso 26 ottobre) con la possibilità di conferire anche il part time di 19 ore in monofascia, secondo il principio di equa distribuzione degli incarichi, di contenimento dei costi anche per indennità e rimborsi chilometrici (il conteggio dei chilometri va effettuato a partire dalla sede provinciale Inps e non dal domicilio del medico fiscale) e della migliore allocazione delle risorse. Nell’ottica di una flessibilità e di una ancora maggiore razionalizzazione delle risorse umane e strumentali dei CML INPS, l’Istituto potrà affidare ai suddetti medici, all’interno della stessa tipologia contrattuale, oltre all’attività ambulatoriale della Medicina Fiscale già prevista nell’atto di indirizzo, anche gli adempimenti sanitari in materia assistenziale e previdenziale di competenza dei Centri Medici Legali INPS già contemplata nelle conclusioni dell’indagine conoscitiva della Commissione Affari Sociali, dopo aver valutato la disponibilità dei medici e le esigenze di servizio, fino al completamento dell’orario contrattualmente previsto.

 

L’attività di accertamento medico-legale dei medici fiscali convenzionati verrà svolta (paragrafo 2.2 J dell’atto di indirizzo) per l’intera durata di permanenza degli stessi medici nelle rispettive liste: nella fattispecie l’incarico ai medici si intende confermato fino alla loro permanenza nelle rispettive liste dove, per i medici iscritti nelle liste di cui all’articolo 4, comma 10-bis, del decreto legge 31 agosto 2013 n. 101, convertito con modificazioni dalla legge 30 ottobre 2013 n.125, si tratta di lista speciale ad esaurimento.

 

L’ACN disciplina i criteri e i casi di incompatibilità per i medici fiscali: in particolare è necessario individuare un regime di incompatibilità territoriale omogeneamente applicato che escluda la possibile sovrapposizione dei ruoli di certificatore e di verificatore dello stesso stato di malattia, che vanno invece rigorosamente tenuti distinti, così come auspicato dalle conclusioni dell’Indagine conoscitiva della Commissione Affari Sociali.

 

Tutto quanto sopra riportato configura il nuovo rapporto di lavoro come un regime libero professionale (paragrafo 2.2 J dell’atto di indirizzo) non puro ma parasubordinato (vedi l’ACN 17 dicembre 2015) con i doveri e le tutele che un rapporto di questo tipo comporta, come il versamento del contributo previdenziale al fondo della Medicina convenzionata ed accreditata della Fondazione ENPAM.

Ciò permetterà di ridurre i costi della singola visita, di ottimizzare il servizio e di rendere maggiormente flessibile l’impiego dei medici fiscali stessi.