Comunicato stampa SIMPAF sulla bozza dell’atto di indirizzo del polo unico della Medicina Fiscale

  • La riforma della medicina fiscale ha, tra gli obiettivi, il superamento delle differenze tra comparto pubblico e comparto privato in materia di medicina fiscale, la lotta all’assenteismo per malattia e la stabilizzazione dei medici fiscali che, precari da sempre, hanno diritto al riconoscimento delle tutele basilari.
    L’emanando atto di indirizzo della riforma deve rendere applicabili questi principi.
    Per “stabilizzazione dei medici fiscali” SIMPAF intende un contratto dignitoso, sicuro e tutelato: non un rapporto di lavoro di dipendenza ma uno ancora libero professionale in convenzione per ottimizzare il servizio della Medicina Fiscale, nata per tutelare il lavoratore assente per malattia, il datore di lavoro e l’ente previdenziale.
    L’attuale contratto (a prestazione) oltre a non essere tutelante, non garantisce un carico minimo di lavoro che sia omogeneo su tutto il territorio nazionale.
    SIMPAF (società italiana medicina previdenziale assistenziale fiscale) chiede un contratto a tempo indeterminato a 38 ore settimanali, con i compensi e le tutele secondo quanto stabilito dall’ACN della specialistica ambulatoriale, per i medici fiscali della lista speciale ad esaurimento che si rendono disponibili per tutte le attività istituzionali dell’INPS.
    SIMPAF e’ disponibile ad offrire il proprio fattivo contributo per apportare le necessarie correzioni alla bozza dell’atto di indirizzo che sarà oggetto del tavolo di lavoro interministeriale previsto per venerdì 21 luglio al Ministero del Lavoro, di concerto con il Ministero della Pubblica Amministrazione e con il Ministero della Salute.